Lunedi, 30 marzo 2020

Le scuole Toscane verso Expo 2015 - Orto in condotta




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Questa esperienza intende documentare un’attività educativa portata avanti con passione ed entusiasmo. Ha come oggetto principale la produzione di un filmato che racconta l’esperienza fatta in un orto dove i protagonisti sono bambini di 10 anni. L’occasione si è presentata con il Progetto triennale “Orto in Condotta”, promosso da Slow Food, al quale la scuola ha aderito. Il gruppo degli alunni ha proposto di “raccontare” l’esperienza con un’altra modalità: il linguaggio delle immagini in movimento, quindi con un video. I ragazzi si sono avvicinati all’affascinante, e nello stesso tempo complesso, mondo dell’audiovisivo per la prima volta, acquisendo una capacità critica nei confronti di ciò che ogni giorno è proposto loro da televisione e cinema. Non più quindi spettatori passivi, ma attivi fruitori del mezzo audiovisivo, capaci di progettare e realizzare ciò che può essere visto su di uno schermo e di orientarsi nella nuova cultura digitale. Questa nuova cultura digitale che afferma uno stile comunicativo basato sull’interazione, sulla produzione di contenuti, sulla condivisione e sull’ampliamento delle connessioni sociali.
Come la scrittura e la parola, anche le immagini in movimento attraversano ogni terreno della comunicazione. Infatti possono essere un mezzo per realizzare capolavori artistici, quanto uno strumento per divulgare delle informazioni, un modo per esprimersi o per documentare degli eventi offrendo alla “narrazione”, anche a quella scritta, parlata e musicale, nuove potenzialità espressive. La rivoluzione informatica consente ora alle scuole di impadronirsi delle immagini in movimento come di una vera e propria forma espressiva e di utilizzarle, con una certa padronanza, all’interno della normale prassi didattica, in una scuola che è stata ed è tuttora un grande laboratorio di idee, un indispensabile luogo di formazione delle coscienze, a dimostrazione di come sia possibile fare attività educativa anche di altissimo livello.
In un panorama sociale in cui la diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) sono integrate in ogni aspetto della vita quotidiana ed hanno subito una notevole accelerazione accompagnata da una continua evoluzione, è importante prendere atto che il rapporto tra tecnologie ed educazione è alla base di una riflessione sul senso e sul significato della mediazione educativa nel rapporto tra i giovani e le nuove tecnologie digitali.
Le immagini arredano  lo spazio vissuto.  È possibile osservarle, captarle di sfuggita, crearle, addirittura senza limiti di spazio e di tempo. La realtà futura sarà sempre più inframmezzata da visioni virtuali che magari non sarà possibile sperimentare nella loro totalità, ma che sarà possibile sicuramente vedere. La conseguenza tangibile è che la percezione delle cose non è cambiata, ma si è amplificata con le possibilità, inimmaginabili fino a qualche anno fa, offerte delle moderne tecnologie. Un secolo, quello trascorso, dove si è passati dal dominio della parola scritta, con la diffusione delle informazioni tramite la stampa e l'editoria cartacea, ad una sempre più prepotente comunicazione visiva: l'era delle immagini.
La strada verso quel ciclo, dove le immagini sono alla base di tutto il conoscibile, dove gli audiovisivi e le tecnologie digitali non saranno più meri strumenti di fruizione, ma saranno agenti storici e sociali a tutti gli effetti, è già spianata.
Le immagini e gli audiovisivi hanno assunto un ruolo importante nella sfera pubblica, sociale e culturale tanto da meritare una collocazione di primo piano nella didattica scolastica. Improntando uno studio sul linguaggio iconico e su ciò che intorno ad esso ruota, si crea e si perde, i campi su cui indirizzarsi e focalizzarsi sono praticamente infiniti. Ma la base, il nucleo da cui tutto parte, da dove ha origine la cultura, la formazione, il luogo fisico e mentale dove il futuro germoglia, è la scuola. Il sapere mette qui le sue radici e si ramifica per offrire gli strumenti che daranno come frutto le inclinazioni di ognuno. E ancora, la didattica ha il compito di dare l'accesso alla conoscenza, ma volendo veramente perseguire questo scopo, è necessario confrontarsi con ciò che accade all'esterno delle mura scolastiche e conseguentemente prendere atto che i soggetti a cui si rivolge siano ormai dei nativi digitali.
Non si tratta di introdurre qualche “sussidio audiovisivo nella pratica scolastica quotidiana. Insegnare attraverso le immagini è diverso dall’insegnamento dell’immagine. Queste due dimensioni devono coesistere. Inoltre, fare didattica con le immagini è imparare a confrontare narrazione cinematografica e letteraria, per favorire un saper vedere, sia estetico che conoscitivo. La spettatore è attore: nell’immagine egli si riconosce e riconosce il mondo. È importante quindi pensare, per una buona didattica, sia a come le immagini funzionano, che alla loro storia.
  
PROGETTO “ORTO IN CONDOTTA”  -  LE NOSTRE COLTURE E L’ORTO.
La dieta mediterranea come valore educativo condiviso e riconosciuto dall’Unesco
  
PREMESSA
 
L’intento è quello di arricchire la lezione frontale con altre forme di approccio didattico e pedagogico di educazione attiva, attraverso la realizzazione di esperienze pratiche quali la coltivazione dell’orto utilizzando le risorse del gruppo classe e della comunità sociale.
 
La scuola primaria di CAMIGLIANO da anni ha attivato percorsi di educazione ambientale, alimentare ed in passato in alcune classi sono state messe in atto esperienze di coltivazione. Quest’anno abbiamo programmato un progetto organico che coinvolgerà tutte le classi ed in particolare le quarte e le quinte del plesso di Camigliano.
Il terreno individuato per la coltivazione è di circa 200 m quadrati, incluso una serra per ottenere una coltivazione anche nei mesi più freddi.
 
MOTIVAZIONE
Il progetto intende favorire la conoscenza dell’ambiente geografico e delle coltivazioni in cui la scuola risiede, nonché la possibilità di sperimentare la fatica, l’impegno e la gioia che la coltivazione della terra, la trasformazione degli alimenti e il consumo del cibo, portano con sé. La realizzazione dell'orto rappresenta un’esperienza di grande valore educativo e costituisce la prima fase di un più ampio percorso didattico che prevede la conoscenza dei cicli di crescita e della trasformazione dei prodotti durante le stagioni, cioè il recupero della dimensione naturale della vita.
Attraverso il “conoscere, sperimentare, utilizzare e riciclare”, si acquisisce il senso dell’interdipendenza uomo/natura, la circolarità delle relazioni nell’ecosistema, arrivando a sviluppare una vera e propria coscienza ecologica.
 
FINALITA’
- Esplorare il terreno cogliendone  le caratteristiche, con il supporto di agronomi in lezioni dal vivo.  
- Conoscere le piante che possono essere coltivate in un orto.
- Avere cura dell’orto, dell’ambiente e delle strutture scolastiche.
 
OBIETTIVI  FORMATIVI
•        sperimentare, nella pratica, la manipolazione dei prodotti della natura;
•        portare gli alunni ad appassionarsi alle scoperte;
•        comprendere che molte nozioni apprese in classe possono effettivamente avere una corrispondenza nella pratica.
•        collegamenti interdisciplinari con le scienze, l’aritmetica, la geometria, l’italiano, l’educazione all’immagine, la storia e la meteorologia.
 
OBIETTIVI  DIDATTICI SPECIFICI
1.       Scoprire i semi come punto di partenza.
2.       Trovare informazioni utili su quali siano le piante più adatte in base alle caratteristiche del terreno.
3.       Apprendere modalità di coltivazione: caldo, acqua, luce, ecc.
4.       Saper usare alcuni attrezzi.
5.       Apprendere alcune tecniche di semina, trapianto, cura ed interventi su alcune piante.
6.       Sperimentare tecniche di semina: in vasetti, a spaglio, a file, nei solchi.
7.       Sperimentare modalità di trapianto.
8.       Saper distinguere erbe infestanti dalle colture.
9.       Apprendere nozioni su necessità specifiche delle piante.
10.     Avere cura dell’orto e dell’ambiente.
 
ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO
 
Durata: OTTOBRE 2014-OTTOBRE2015
 
I^ FASE: “LO SPAZIO DELL’ORTO”
•        Aratura, fresatura e concimazione del terreno esterno;
•        Preparazione del terreno nella serra.
 
II^ FASE: “LA STAGIONE DEL RIPOSO”
•        Individuazione delle colture adatte a crescere nella serra e messa a dimora di insalata, cipolla lucchese, ravanelli, piselli, fagiolo rosso di Lucca.
 
III^ FASE: “LA STAGIONE DI SEMINE E TRAPIANTI)
•        Preparazione del terreno esterno e semina di insalate, fagioli, fagiolini a stringa e relativa costruzione di impianto perché rampicanti, zucche e zucchine, melanzane, pomodori di diverse varietà, peperoni, peperoncini, ed ortaggi vari; inoltre fragole, piante aromatiche come salvia, rosmarino e menta.
 
IV^ FASE:  “LA STAGIONE DEL RACCOLTO (MAGGIO – GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO)
 
PERCORSO DIDATTICO
Il percorso didattico si svilupperà in parallelo con quello “lavorativo” ed interesserà trasversalmente varie discipline:
italiano (la nomenclatura, le descrizioni, i proverbi, le filastrocche, l’analisi logica e grammaticale, le visite guidate, le tradizioni gastronomiche e la ricerca di ricette tipiche della zona);
matematica e geometria (la risoluzione dei problemi, i calcoli, le misure, la tabulazione dei dati);
ambito antropologico e geografico (le caratteristiche dei terreni di pianura e di collina, esplorazioni, visite guidate a fattorie didattiche, frantoi, ecc.);
arte  ed immagine (i disegni, i cartelloni, l’uso di materiali vari);
musica (i canti a tema ed esecuzioni con il flauto di alcuni brevi filastrocche);
tecnologia (le ricerche di approfondimento su alcuni prodotti locali come il fagiolo rosso e la cipolla lucchese).
Anche altri obiettivi saranno perseguiti: saper lavorare in gruppo, avvertire sensazioni di stupore nello scoprire crescite miracolose da un giorno all’altro nella serra, gioia nel saper esporre i propri prodotti coltivati in un banchetto alla fine delle lezioni giornaliere coinvolgendo genitori e nonni.
Le attività partiranno con i lavori di eliminazione delle piante infestanti, pulizia, dissodamento e fresatura del terreno, con la posa di humus ottenuto da compostaggio per ricreare le condizioni ideali per la coltivazione del suolo. L'orto sarà suddiviso in due distinte porzioni: 24 metri quadrati sono stati già coperti dalla serra per le coltivazioni del periodo invernale e lo spazio restante lasciato all'aperto, per le coltivazioni nelle stagioni primaverile ed estiva.
La serra è stata costruita secondo l'uso locale, predisponendo anche un vialetto d'accesso. I docenti guideranno gli alunni in un percorso di studio delle essenze tipiche coltivate nel territorio, coinvolgendo con questionari ed interviste anche le loro famiglie e, in particolare, facendo ricorso alla memoria storica dei propri nonni. L'attenzione si focalizzerà sulle cosiddette varietà autoctone, ovvero quelle originarie dei luoghi, tradizionali e antiche.
Questo per una ragione fondamentale: le varietà autoctone sono organismi che si sono adattati all'ambiente nel tempo, quindi capaci di resistere anche in situazioni difficili perché hanno messo in atto delle vere e proprie strategie per la sopravvivenza che consentono loro di resistere in situazioni estreme, ad esempio di scarsità d'acqua o di eccessivamente basse o alte temperature. La tutela delle varietà autoctone è importante anche per preservare la cultura e le tradizioni tipiche dei luoghi. Nel mondo contadino del passato, ogni famiglia poteva custodire una propria "banca del seme", ossia un patrimonio di sementi a volte frutto del lavoro di intere generazioni, rinnovato e perpetuato nel tempo da padre in figlio.
 
Così anche gli alunni, con l'esperienza dell'orto didattico, diventeranno custodi di sementi, contribuendo così a preservare le specie tipiche e a dare il proprio piccolo contributo alla lotta contro il cambiamento climatico. Le prime sementi utilizzate per l'orto sono state fornite da associazioni presenti sul territorio.
Le essenze messe a dimora nell'orto, già l’anno passato, sono state: pomodori, in diverse varietà, peperoni, peperoncini, prezzemolo, rucola, cipolle, zucchine, melanzane, lattuga, scarola, finocchi e fragole. Ciò ha comportato tracciare solchi ordinati nel terreno, disporre correttamente i semi e ricoprirli con l'aiuto di piccole vanghe.
 
Gli studenti sono stati suddivisi in gruppetti composti da cinque/sei elementi, che si sono di volta in volta avvicendati nelle attività di coltivazione dell'orto: concimazione, irrigazione e così via. Durante ciascuna uscita, ai ragazzi è stato chiesto di tenere una sorta di diario di campagna, compilando delle schede dettagliate con indicazione della data, dello stato delle colture, dei problemi riscontrati e delle attività svolte. Un aspetto significativo della realizzazione di questa esperienza è infatti la fase in cui viene osservato il comportamento delle piante durante la crescita, avendo cura di registrare gli eventuali cambiamenti che si possono verificare e l'insorgere di problemi come ad esempio una crescita rallentata e difficoltosa delle colture, l'infestazione di erbacce e parassiti ecc. L'iniziativa ha riscosso un grande entusiasmo da parte dei ragazzi, che hanno continuato le attività di coltivazione anche dopo la chiusura della scuola, durante le vacanze estive, avvalendosi dell'aiuto del personale docente e non docente.
Tenendo conto delle esperienze già effettuate, le attività si arricchiranno con una serie di appuntamenti in aula, per l'approfondimento di argomenti come l'agricoltura tradizionale confrontata con quella biologica, sostenibile e biodinamica, le problematiche legate all'uso di pesticidi, fertilizzanti e diserbanti nella coltivazioni e il conseguente inquinamento del suolo, gli organismi geneticamente modificati, cosiddetti ogm, fino ad arrivare ad un'analisi più generale delle attuali modalità di produzione e consumo. Gli studenti saranno spronati a fare delle ricerche per conto proprio e a relazionare poi in aula in un dibattito aperto. Tutte le riflessioni saranno rielaborate e raccolte per una puntuale documentazione dell’esperienza.
La metodologia cardine utilizzata sarà quella propria della ricerca scientifica, nelle sue diverse fasi di: osservazione di ciò che accade; proposizione di problemi (chiedersi il perché accade), formulazione di ipotesi; verifica della loro validità sul campo attraverso l'esperienza pratica. Un metodo, quindi, che potrà servire ai ragazzi per relazionarsi a qualsiasi tipo di argomento che si troveranno ad affrontare durante il loro percorso di studi.
L'esperienza dell'orto didattico farà entrare la "natura" nella normale attività scolastica, rendendo gli studenti più consapevoli del patrimonio che li circonda e delle tradizioni della propria terra, facilitando anche il dialogo all'interno delle famiglie e lo scambio intergenerazionale, poiché parecchi alunni potranno contare su un nonno o un bisnonno che ha avuto a che fare con la coltivazione della terra.
Realizzare un orto didattico è un'attività di grande valenza educativa, perché mette a frutto abilità manuali, conoscenze scientifiche, sviluppo dell'autonomia, della responsabilità e del pensiero logico.
Significa anche attenzione ai tempi dell'attesa e maturazione di capacità di osservazione e previsione. Aiuta inoltre i ragazzi a riflettere sulle proprie storie locali e familiari, a conservare memoria di un passato. L'orto didattico, in questo modo, diventa per la scuola un piccolo scrigno di saperi e tradizioni in cui testare sul campo il concetto di biodiversità, che può sembrare un concetto astratto ma che in realtà ha innumerevoli risvolti sulla nostra vita di tutti i giorni: dall'aria che respiriamo al cibo che portiamo in tavola.                  
VERIFICA E VALUTAZIONE
La verifica sarà effettuata in itinere dai docenti e periodicamente dai  Consigli di Interclasse e Collegio dei Docenti; riguarderà i livelli di apprendimento raggiunti dagli allievi.
È prevista la realizzazione di un libro e di un video.
Sono coinvolte le classi dei plessi della scuola primaria di Camigliano, di Gragnano e Segromigno Monte, per un totale di 250 alunni.
I docenti coinvolti saranno 10.
Gli addetti del personale Ata saranno 7.
 

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