Lunedi, 10 dicembre 2018

“Io mangio tutto: per un piatto pulito e giusto”




Al via il progetto “Io mangio tutto: per un piatto pulito e giusto”, voluto dal Comune di Bagno a Ripoli insieme ad Actionaid, l’Istituto Comprensivo Teresa Mattei di Bagno a Ripoli, Liberamente OnlusSiaf e con il contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Presentato in questi giorni, il progetto trasmette, già nel nome, un importante messaggio: non si getta via il cibo, ovvero non possiamo permetterci sprechi irrispettosi, né dal punto di vista umano, né ecologico, né economico.

L’iniziativa si mostra in sintonia con la settimana europea per la riduzione dei rifiuti, in programma dal 22 al 30 novembre, e che avrà per tema, appunto, la riduzione dei rifiuti alimentari.

Il progetto coinvolge i bambini delle 5 elementari che attraverso gioco e fantasia si cimentano in una lotta contro lo spreco di cibo, che, sappiamo, rappresenta anche un problema ambientale. Infatti gli alimenti gettati sono rifiuti ed insieme a loro vengono gettati via anche l’acqua, l’energia e tutte le risorse naturali necessarie per produrli.

Come impareranno i bambini e le bambine a ridurre gli sprechi di cibo? Realizzando orti scolastici, preparando menu antispreco e misurando lo spreco di cibo nel loro vassoio a fine pasto, in questo modo acquisteranno la consapevolezza sulla quantità di alimenti che finisce nella pattumiera.

L’indagine Ipsos sugli sprechi alimentari degli italiani commissionata da ActionAid mette in evidenza che si sono ridotte le quantità di rifiuti alimentari e che più della metà degli intervistati (56%) non ha l’abitudine di gettare gli alimenti scaduti o andati a male, purtroppo, nella fascia 25-34 anni (27% del campione) la situazione peggiora e, tra questi, il 6% dichiara di buttare cibi deteriorati o scaduti tutti i giorni. Similare la situazione nella fascia 35-44 anni.

Ecco allora l’importanza di coinvolgere nel progetto anche i genitori, che parteciperanno ad incontri sul tema della riduzione dei rifiuti alimentari e sull’acquisto degli alimenti, che ancora vengono acquistati in quantità maggiori rispetto al necessario.